Saggezza…

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E l’amore…

E l’amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello

Poi arriva l’ora di andare…

Poi arriva l’ora di andare. Non è facile riconoscere quando è il momento. E infatti non ne sono proprio sicuro. Ma si va. Il tempo passa, le cose e le persone cambiano, si sa (così lapalissiano che mi viene una smorfia). Però lo sai, a un certo punto si saluta la compagnia e si va. Dove? Ah saperlo! A volte basta anche fare solo un passo di lato, anche piccolo, piccolissimo. E si è da un’altra parte, in un altro orizzonte. E quello che si credeva certo e inossidabile e indistruttibile non lo si vede più. Quiete. Tutto fermo improvvisamente. Come un lento “intro” irriconoscibile. Ma poi in realtà ti accorgi che non cambia nulla intorno a te. Sei tu che sei cambiato, di pochissimo, meno di una virgola, meno di una molecola. Ma non sei più lo stesso. Succede che lasciamo che gli accadimenti ci avvolgano, nel bene e nel male, e da essi ci lasciamo trasportare. E in un momento qualsiasi della propria esistenza non riconosciamo più la punta delle nostre scarpe. Il principale organo della conoscenza, insieme all’intenzione, è l’andare. Ed io vado. Perché quello che mi interessa di più sapere nella vita è cosa significa vivere.

da  “Suoni e Passioni”